NPNT: il Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0

E riguarda anche la digitalizzazione della tua impresa!

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha deliberato il nuovo investimento che riguarda le imprese per i prossimi tre anni.  All’interno del recovery found troviamo l’NPNT, il Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0, che punta soprattutto sugli incentivi e sulle misure di potenziamento delle aliquote di detrazione.

Per digitalizzazione d’impresa s’intende l’acquisto di software, hardware e servizi che consentono di migliorare l’efficienza produttiva e amministrativa, modernizzare l’organizzazione del lavoro attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici, consentire una maggiore flessibilità e sviluppare soluzioni di e-commerce, soprattutto utilizzando la connettività a banda larga e ultralarga o con connessione attraverso la tecnologia satellitare. Inoltre, viene incentivata la formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Si tratta di un piano complessivo che porterà le imprese che aderiscono, ad una riduzione dei costi, ad una ottimizzazione del tempi di lavoro, una capacità concorrenziale anche su scala globale, che porterà ad un aumento del fatturato e migliorerà gli indici di crescita del paese.

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Anche il nuovo PNRR incentiva le aziende ad investire in innovazione tecnologica. Gli incentivi previsti in totale sono circa 18,45 miliardi di euro di cui gran parte provengono dai fondi europei della NextGeneration Ue mentre 4,48 miliardi di euro provengono da risorse dello Stato. In particolare, sono state messe a disposizione varie tipologie di crediti d’imposta

Le aziende che intendono utilizzare gli incentivi, possono usufruire di un credito d’imposta per beni 4.0 (ex iperammortamento) nella misura del:

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% per investimenti tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro. Oltre i 10 milioni non sono previste misure

Per quanto riguarda i beni strumentali (ex superammortamento), il credito d’imposta è il:

  • 6% per investimenti fino a 2 milioni di euro

Per i beni immateriali, in particolare i software, il credito d’imposta è al 15% per investimenti fino a 500.000 euro.  Teniamo bene a mente che rientra nei beni utili per lo smart working!

Sono stati previsti dei crediti d’imposta anche per altre categorie:

  • 12% fino a 3 milioni di euro di investimento per Ricerca e sviluppo
  • 10% con investimenti fino un milione e mezzo di euro per progetti green e trasformazione digitale
  • 6% per investimenti fino a un milione e mezzo di euro in design

Voucher digitalizzazione:

È un bonus a fondo perduto dove si finanzia fino al 50% delle spese totali che, a seconda del caso, possono raggiungere i 10.000 euro sotto forma di voucher per l’aggiornamento tecnologico. Può essere utilizzato per:

  • Acquisto di hardware per rinnovare l’azienda a livello tecnologico
  • Acquisto di software tra cui sistemi di gestione e sistemi operativi
  • Spese di formazione per il personale
  • Acquisto di sistemi per la gestione di e-commerce
  • Sostenere l’adeguamento tecnologico

Voucher innovation manager

Si tratta di un contributo a fondo perduto per la consulenza specialistica di un innovation manager a un’impresa. Il contributo è erogato per l’acquisto di servizi di consulenza per finanziare processi di innovazione e trasformazione digitale delle imprese.

Sabatini ter – Nuova Sabatini

Nel caso in cui gli ammortamenti siano strumenti automatici che intervengono in fase di bilancio, la Sabatini ter o Nuova Sabatini è un’agevolazione che entra in gioco nella fase di accesso al credito “per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.”

Si tratta quindi di un’opportunità unica e, non raccoglierla significa rischiare di restare indietro rispetto alla concorrenza. È però un territorio pieni di variabili, di differenti direzioni possibili, di grandissima innovazione e serve una guida esperta per il processo di transizione. Se hai bisogno di chiarimenti o di consigli su come intraprendere la strada della digitalizzazione siamo a disposizione. 

GlobalNet saprà consigliarti al meglio.

Digitalizzazione: non basta premere un pulsante

Se si parla di trasformazione digitale, vengono in mente connessioni, cavi, software, computer, antivirus, cloud, robot e macchinari automatizzati e intelligenti; ma, si solito, si tende a dimenticare il fattore umano.  

Tutto il personale di un’azienda, dai dipendenti al titolare, sono invece parte integrate del processo di digitalizzazione e il cambiamento dal punto di vista psicologico e attitudinale può essere rilevante. Nessun’azienda può sfruttare tutti i vantaggi della tecnologia senza dare un’adeguata formazione al proprio personale, che comprende anche nuovi obiettivi, competenze e abitudini.  

I cambiamenti, inizialmente, possono generano disagio. Basti pensare ad un anno fa con tutte le difficoltà, in regime di pandemia, di lavorare da casa e, a un anno di distanza, scoprire che i dipendenti non solo si sono abituati allo smart working, ma sembra che lo preferiscano rispetto alla presenza fisica in azienda.  Considerare il punto di vista e le esperienze dei dipendenti è utilissimo perché porta all’ottimizzazione dei progetti, alla riduzione dei costi e alla soddisfazione di personale e clienti .  

La digitalizzazione è un’opportunità reale di migliorare il lavoro e la qualità della vita in azienda, quindi, ma deve essere condotta a tutti i livelli, non ultimo quello del coinvolgimento pieno delle risorse umane, con nuove competenze, nuove formazioni e un rinnovato flusso di lavoro. Ad oggi, però, solo il 20% delle aziende ha virato decisamente verso la digitalizzazione a tutto campo. 

Le sfide del lavoro e della società impongono un change management adeguato e olistico. Non basta acquistare un macchinario e premere un pulsante: occorre anche sapere quale pulsante premere… 

Chiedete a GlobalNet.

Il software più importante del tuo sistema operativo? L’antivirus!

I virus informatici si comportano come i virus in natura: infettano e si trasmettono se le difese non sono adeguate. La protezione informatica è molto importante perché i virus possono colpire i terminali e PC, pagine web, indirizzi email, chiavette USB, smartphone, SMS e anche oltre.

Esistono tantissime tipologie di virus – come malware, spyware, pishing, ransomware, trojan – e ognuna di esse può entrare nel sistema operativo e intercettare credenziali e password; nei peggiori dei casi, bloccano i pc e si prendono tutti i dati sensibili. Recentemente, con la crescita dello smart working,  i casi di hackeraggio sono aumentati a dismisura, e i singoli dipendenti sono sempre più soggetti ad attacchi. Se un attacco ha successo, l’azienda rischia di fermarsi e non è in grado di produrre. Questo significa perdite reali di denaro, ma anche problemi legali per non aver protetto i dati di dipendenti, clienti e fornitori.

Ebbene sì: le aziende hanno anche responsabilità penale a riguardo.  E gli hacker possono anche chiedere un riscatto con la minaccia di divulgare informazioni sensibili.

Creare un sistema di difesa dai virus e dai cybercriminali non è solo un consiglio facoltativo, ma è doveroso per salvaguardare la propria azienda; in qualche modo, non sono diversi da normali porte e cancelli chiusi a chiave negli edifici per impedire l’accesso a ladri e malintenzionati.

In commercio ci sono una miriade di antivirus, alcuni anche gratuiti, forse adatti ad uso privato, ma non garantiscono lo stesso livello di sicurezza di quelli professionali. Globalnet fornisce ai propri clienti un antivirus di nome Fortinet, dotato dotato di un doppio livello di scansione, firewall, filtri anti-pishing, protezione antitruffa e altre funzioni di cui sono sprovvisti gli antivirus gratuiti. È uno è tra i migliori sul mercato e consente di mettere in sicurezza tutta la rete aziendale. Unito a l’utilizzo di VPN studiate per il business, la rete dell’azienda e quelle domestiche dei dipendenti sono più che protette.

Vuoi saperne di più? Chiedi a GlobalNet.

La Mafia in rete

Digitale ma reale; e minacciosa come quella classica

Ryuk, Netwalker e Maze sono le nuove famiglie mafiose digitali e si comportano esattamente come le mafie tradizionali, reclamando il pizzo a chi lavora! Sono delinquenti di nuova generazione, che tutti noi conosciamo come “hacker”, che attaccano soprattutto le aziende sottraendo i dati sensibili. Il loro scopo è quello di chiedere un riscatto in Bitcoin o criptomonete Monero, preferita perché meno tracciabili.

Sono così sfacciati che ci tengono alla loro reputazione criminale con un ranking, una “graduatoria di merito”  a cui corrisponde un listino prezzi legato alle minacce da attuare se non sono pagati dei riscatti: blocco, pubblicazione o vendita dei dati. Alle aziende vittime, Maze chiede 420mila dollari, Ryuk 282mila, Netwalker si accontenta di 176mila. Sul sito  dei “FBI Most Wanted” è possibile vedere alcuni dei cybercriminali identificati.

Ma in che modo avvengono gli attacchi cibernetici?

Spesso, gli attacchi sono lanciati prima di un giorno festivo (venerdì o sabato), i server sono bucati e i sistemi informativi sono bloccati in modo tale da poter prelevare dati, contratti, accordi e informazioni riservate. Il lunedì mattina, sui computer aziendali compare un messaggio dove si intima di pagare entro un certo numero di ore; in caso contrario, i dati saranno pubblicati o non saranno più recuperabili. Parte il countdown, l’azienda è paralizzata, il ciclo industriale e commerciale non può essere svolto come di consuetudine. I danni sono enormi perché l’azienda non può rimanere improduttiva, ma non può fare altro. In genere, viene richiesto un acquisto sulla piattaforma di vendita di bitcoin e si deve versare la cifra in un “portafoglio elettronico” all’indirizzo dell’hacker; a questo punto, i bitcoin sono spartiti in più portafogli e scompaiono nei paradisi fiscali, paesi dove le leggi non permettono di indagare e risalire al colpevole.

I rischi e gli effetti che provengono dagli attacchi informatici sono sottovalutati in Italia ed è proprio per questo che il paese è molto vulnerabile rispetto ad altri.  Nella classifica delle nazioni europee, l’Italia è al 14° posto come grado di esposizione e l’impatto sull’economia è molto serio. Il cybercrimine sta crescendo a dismisura e fa leva su due aspetti: il fatto che gli hacker siano praticamente invisibili, difficilmente rintracciabili, e il fatto che chi subisce l’attacco tende a non denunciare e paga il riscatto per paura di perdere dati e ricevere danni alla reputazione aziendale.

Nel 2020, gli attacchi nei confronti delle grandi aziende con richiesta di riscatto sono aumentati del 47% e prendono il nome di Caccia Grossa, o “Big game hunting”. Piaggio, Bonfiglioli di Bologna, Tiscali, Nova Biomedical, sono solo alcune delle imprese che hanno subito attacchi cibernetici.

I danni sono ancora più vasti di quelli appena indicati, e non si sa come comportarsi: si tratta con l’estorsore e si paga il riscatto?  E se sia paga e i dati non mi sono restituiti? E se sono resi pubblici? Il consiglio è comunque di denunciare immediatamente alla Polizia Postale e alle autorità giudiziarie, per immobilizzare dati, accessi informatici e flussi finanziari. Il fattore velocità è fondamentale.

Quando viene denunciato il reato, la Polizia Postale indaga in due direzioni: eseguono accertamenti informatici e, allo stesso tempo, pedinano gli spostamenti delle criptovalute, le fasi di trattativa e i pagamenti. Se si aspetta di denunciare in seguito, è più facile che facciano perdere le proprie tracce e la possibilità di stanare i cybercriminali si azzera.

La criminalità informatica transnazionale è in continua evoluzione e non sono ancora pronti strumenti legislativi che permettano di contrastare a fondo queste attività.

Per questo, diventa fondamentale agire preventivamente. Molte aziende percepiscono ancora l’investimento in cybersicurezza solo come un costo, ma si tratta piuttosto di un’assicurazione contro conseguenze economiche ben più rilevanti.

Riassumendo: le aziende sotto attacco dovrebbero rivolgersi immediatamente alle autorità competenti ma, per una protezione davvero efficace, dovrebbero utilizzare sistemi di sicurezza informatica disposti da personale competente. GlobalNet, specializzata in sicurezza informatica, utilizza solo strumenti della massima efficacia, leader mondiale in materia di sicurezza, come Fortinet, che ha vinto il premio ”Commercial Marketplace Partner of the Year 2020 ” di Microsoft per l’eccellenza nell’innovazione e nell’implementazione di soluzioni per i clienti. Per la vostra massima sicurezza, noi scegliamo solo il meglio: non trascurate il valore dei vostri dati.

Acquistare o Noleggiare? Questo (non) è il problema

La trasformazione digitale sta rivoluzionando il mercato a grande velocità e le aziende, in un contesto sempre più digitalizzato e competitivo, spesso non sanno quale strada intraprendere: conviene di più acquistare o noleggiare le tecnologie? In passato avremmo dato per scontato la prima. Oggi, senza dubbio, il noleggio è la migliore soluzione.

Grazie alla tecnologia abbiamo un aumento di produttività, efficienza e continuità operativa. Le piattaforme cloud, gli hardware, i software sono in continua evoluzione e necessitano di continui aggiornamenti, revisioni e upgrade; soprattutto, in evoluzione, è la sicurezza informatica e la sua forza sta nel monitorare e bloccare le minacce attraverso sistemi che siano sempre un passo avanti.

Con i prodotti, strumenti, macchinari acquistati, si rischiano subito problemi di obsolescenza, con un prodotto che dopo breve può risultare già superato. Il noleggio, invece, consente di utilizzare un bene di ultima generazione, sempre aggiornato, sostituibile se difettoso o sciupato, con assistenza e manutenzione compresa nel canone. E, una volta scaduto il contratto, tutto si rinnova in base alle reali esigenze del futuro. Il noleggio, non comporta l’uscita di molta liquidità e i costi sono distribuiti in base ad un canone mensile. Inoltre, il sistema è flessibile e scalare e si adatta  alla crescita, o alla contrazione, dell’azienda.

Abbattimento dei costi gestionali, deducibilità integrale, nessun appesantimento patrimoniale da immobilizzazioni, e un pacchetto di soluzioni che comprendono anche server, dispositivi networking, sistemi antintrusione, video sorveglianza e altri strumenti IT.

Vuoi saperne di più? GlobalNet!

5,5 milioni di euro per le imprese artigiane dell’Emilia Romagna

Sono in arrivo i fondi per la transizione al digitale 

Anche in Emilia Romagna sono stati approntati i nuovi bandi che incentivano la transizione digitale. Nella regione, le imprese artigiane sono circa 125.000 e la giunta regionale ha approvato un fondo che promuove la digitalizzazione dei processi produttivi. I progetti dovranno avere un budget minimo di 30.000 € e dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2021. Il contributo è a fondo perduto per il 40% della spesa ammessa, per una quota compresa fra 12.000 a 40.000 €. Per le imprese femminili, giovanili e in zone montane, c’è un ulteriore 5% in più, quindi fino al 45%. Si potranno effettuare spese per beni strumentali, software e relative licenze d’uso, per realizzare progetti tecnologici e digitali. 

L’obiettivo è di far aumentare la digitalizzazione delle piccole imprese, accrescere la competitività dell’azienda e della filiera manifatturiera, crescere nelle dimensioni e aumentare posti di lavoro.  

Le domande dovranno essere presentate sul portale Sfinge 2020 con registrazione precedentemente fatta sulla pagina di FedERa. Tenete a portata di mano lo SPID. 

Da giovedì 8 aprile, potranno essere compilati i documenti del bando mentre, dal 13 al 20 aprile, potrà essere presentata la domanda di contributo

Interventi ammissibili nel dettaglio: 

  • introduzione o miglioria di una delle 9 tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 (Internet delle cose, Big data analytics, Integrazione orizzontale e verticale dei sistemi, Simulazioni virtuali, Robotica, Cloud computing, Realtà aumentata, Stampanti 3d, Cybersecurity); 
  • adattamento e connettività degli impianti, attrezzature e sistemi esistenti ad almeno una delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0; adozione di altre soluzioni digitali per ottimizzare le funzioni delle piattaforme e le applicazioni digitali per la gestione progettazione, esecuzione, logistica e manutenzione. 

Digitalizzare la propria azienda non è quindi così complicato e, con i contributi a fondo perduto, sempre più convenienti. Per approfittare dei bandi in corso, affidatevi agli esperti di GlobalNet, che realizzeranno progetti studiati appositamente per voi, perché ogni azienda è diversa, con esigenze e problematiche differenti da risolvere.