Incrementare la produttività in smart working? Proteggi gli accessi da remoto

Negli ultimi due anni, lo smart working è stato percepito come una necessità primaria per continuare a lavorare. Grazie ai suoi vantaggi, le aziende hanno sostenuto il peso di un periodo davvero difficile e, adesso, lo smart working è entrato a far parte della quotidianità; ma è anche nata la necessità di proteggere gli accessi da remoto mantenendo alta e costante la produttività dei dipendenti.

Per questo, le aziende dovrebbero fornire ai loro dipendenti tutto il necessario per poter lavorare da casa, a partire dal PC; ad esempio, mettendo a disposizione piattaforme in cloud che consentano di lavorare sfruttando la rete in modalità sicura. Serve anche un collegamento VPN con doppia autenticazione, oppure una gestione centralizzata sottoposta a restrizioni di utilizzo, riservando solo quelle necessarie alla mansione o alla competenza del collaboratore. Ovviamente, non deve mancare un antivirus come Eset e un firewall in azienda, come Fortinet

GlobalNet sa come rendere sicure le aziende e come strutturare al meglio gli accessi remoti in sicurezza, come con il centralino in cloud Digikoll, perfetto per gestire chiamate in smart working.

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Kernsomware: cos’è, come funziona

È Made in Italy, ma c’è poco da vantarsi. Il Kernsomware non è ancora stato utilizzato con tutto il suo potenziale, ma presto potrebbe arrecare notevoli danni alle aziende, soprattutto quelle aziende che non hanno gli strumenti per difendersi nella maniera corretta. Il meccanismo è simile ai virus dei ransomware: infetta i sistemi, impedisce l’accesso alle cartelle e ai file che si trovano nell’hard disk e chiede un riscatto in dollari o bitcoin per sbloccare i sistemi ed evitare di cancellare i dati. È un virus progettato per colpire più utenti possibili, ed è pronto ad attaccare in tutte le lingue più diffuse, cinese compreso.

Una volta attivato, il limite di tempo per reagire è spesso bassissimo, anche solo due ore oppure i danni potrebbero diventare irreparabili. Al momento in cui il virus si attiva, sul desktop della vittima viene visualizzata la nota di riscatto un link; cliccandoci sopra, si apre una nuova finestra dove inserire la destinazione di pagamento e, intanto, il tempo scorre. Le somme richieste sono spesso accessibili, nell’ordine delle centinaia o migliaia di euro, ma il virus passa attraverso le maglie dei più diffusi firewall.

È quasi impossibile reagire in modo efficace. L’unico modo è prevenire. In che modo difendersi?  

  • aggiornate costantemente sistemi e applicazioni per correggere eventuali vulnerabilità
  • effettuate un backup periodico dei dati e custodire le copie di sicurezza in posizione sicura, adottando eventualmente soluzioni offline o cloud based
  • fate attenzione alle email che si ricevono, soprattutto di dubbia provenienza o da mittenti sconosciuti
  • non aprite gli allegati di posta elettronica in formato eseguibile
  • fate attenzione ai documenti di Microsoft Office; non abilitate le esecuzioni delle macro

GlobalNet adotta i Next-Generation Firewall (NGFW) di Fortinet, leader mondiale del settore, che proteggono dalle minacce interne ed esterne attraverso procedimenti di ispezioni avanzate che consentono di identificare e bloccare malware, ransomware e tutti gli altri virus. I firewall tradizionali non sono più sufficienti a garantire la sicurezza necessaria di cui necessitano le aziende, mentre i NGFW garantiscono gli aggiornamenti e i backup continui e mantengono la rete sicura dalle minacce future.

In questo preciso istante, gli hacker stanno mettendo a punto il nuovo Kernsomware, pronto ad aggredire in modo intensivo la cosa che, in questo momento, vale di più al mondo: i dati, di ogni tipo: dati personali di dipendenti, clienti e fornitori; documenti fiscali, contratti; progetti, brevetti, proprietà intellettuali; informazioni riservate e preziose. Non è solo una questione di privacy; si tratta di vero valore aziendale, da mettere al riparo da eventuali rischi, per eliminare ogni anello debole della catena difensiva della sicurezza.

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Il software più importante del tuo sistema operativo? L’antivirus!

I virus informatici si comportano come i virus in natura: infettano e si trasmettono se le difese non sono adeguate. La protezione informatica è molto importante perché i virus possono colpire i terminali e PC, pagine web, indirizzi email, chiavette USB, smartphone, SMS e anche oltre.

Esistono tantissime tipologie di virus – come malware, spyware, pishing, ransomware, trojan – e ognuna di esse può entrare nel sistema operativo e intercettare credenziali e password; nei peggiori dei casi, bloccano i pc e si prendono tutti i dati sensibili. Recentemente, con la crescita dello smart working,  i casi di hackeraggio sono aumentati a dismisura, e i singoli dipendenti sono sempre più soggetti ad attacchi. Se un attacco ha successo, l’azienda rischia di fermarsi e non è in grado di produrre. Questo significa perdite reali di denaro, ma anche problemi legali per non aver protetto i dati di dipendenti, clienti e fornitori.

Ebbene sì: le aziende hanno anche responsabilità penale a riguardo.  E gli hacker possono anche chiedere un riscatto con la minaccia di divulgare informazioni sensibili.

Creare un sistema di difesa dai virus e dai cybercriminali non è solo un consiglio facoltativo, ma è doveroso per salvaguardare la propria azienda; in qualche modo, non sono diversi da normali porte e cancelli chiusi a chiave negli edifici per impedire l’accesso a ladri e malintenzionati.

In commercio ci sono una miriade di antivirus, alcuni anche gratuiti, forse adatti ad uso privato, ma non garantiscono lo stesso livello di sicurezza di quelli professionali. Globalnet fornisce ai propri clienti un antivirus di nome Fortinet, dotato dotato di un doppio livello di scansione, firewall, filtri anti-pishing, protezione antitruffa e altre funzioni di cui sono sprovvisti gli antivirus gratuiti. È uno è tra i migliori sul mercato e consente di mettere in sicurezza tutta la rete aziendale. Unito a l’utilizzo di VPN studiate per il business, la rete dell’azienda e quelle domestiche dei dipendenti sono più che protette.

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Un’assicurazione contro il Phishing

La pandemia mondiale ha costretto tanti lavoratori a sportarsi dalle loro scrivanie alle mura domestiche.  Nel 2020, lo smart working è entrato a far parte della nostra quotidianità ed è destinato a diventare normalità. Questo comporta vantaggi e svantaggi: tutti ci siamo resi conto che lavorare da casa ha aumentato produttività ed efficienza ma, allo stesso, tempo sono incrementati gli attacchi informatici perché i singoli portatili o i terminali domestici hanno spesso protezioni digitali assenti o poco strutturate rispetto ai terminali aziendali.

Ransomware e Malware sono la tipologia di virus che più spaventano ma non dobbiamo sottovalutare i Phishing, che rappresentano il tipo di attacco informatico più diffuso. Consiste nell’invio di email fraudolente camuffate da email provenienti da fonti attendibili, ad esempio come se fossero inviate da un collega. Basta una sola email di phishing aperta e parte subito l’effetto domino verso l’azienda, dove può sottrarre dati sensibili e arrecare danni talvolta irreparabili.

Vi racconto la storia di due amiche e colleghe che si sono ritrovate al centro di phishing.

Aprile 2020, il mondo si è fermato; Ilaria e Maria, assicuratrici e dipendenti di due compagnie differenti, si sono ritrovate a lavorare da casa. Un pomeriggio Ilaria chiede aiuto a Maria per un preventivo. La sua compagnia non riesce a fare un buon prezzo a un cliente decennale, così decide di chiedere aiuto all’amica e collega Maria e le passa il cliente con la speranza che la sua compagnia riesca a proporre una soluzione migliore.

Tra uno scambio di email e l’altro, Maria riceve una email di phishing dall’indirizzo di Ilaria. Maria apre il file ma all’interno si è annidato un ransomware con un virus “zero day”, ovvero talmente recente che i sistemi antivirus non sono stati ancora aggiornati. È così che i dati presenti sul disco vengono cifrati e, nonostante il VPN, il ransomware raggiunge i server dell’azienda.

Maria non ha colpe; ha ricevuto una email da una collega e amica che riguardava il preventivo di un cliente. L’antivirus non ha riconosciuto il ransomware e, di conseguenza, non l’ha bloccato, scatenando il così l’effetto domino. Fortunatamente, il team per la sicurezza dell’azienda è riuscito a risalire all’email trappola di Ilaria, che aveva creato una regola di “auto-forwarding” di tutti i messaggi verso un indirizzo email esterno gestito da hacker. Per settimane, i cybercriminali avevano studiato in ogni minimo dettaglio come effettuare l’attacco informatico. Erano riusciti ad accedere all’organigramma dell’azienda, la composizione del team e al piano di lavoro dell’azienda.

L’azienda di Maria, tuttavia, possiede un sistema antivirus potente. I server di backup sono rimasti fuori dal perimetro del dominio di rete e di conseguenza non sono stati violati. Il riscatto da pagare richiesto dal ransomware sarebbe stato di 100.000 euro ma, grazie ad un sistema di sicurezza solido ed efficace, il colpo non è andato a segno.

Ilaria, purtroppo, è stata meno fortunata. Con la stessa modalità di phishing adottate per Maria, è stata vittima dell’attacco dello “zero day” virus. Un malware si è annidato sul suo computer e, pian piano, i cybercriminali sono riusciti ad avere accesso totale al controllo del dominio dell’azienda attraverso la tecnica di “Password Stealing”, che consiste nella richiesta di inserimento della password all’utente, che viene quindi intercettate dagli hacker. Una volta in possesso delle password, il malware ha provveduto alla disinstallazione degli antivirus su tutti gli utenti connessi. Utilizzando poi un ransomware, ha cifrato tutti i server e i computer presenti sulla rete. L’azienda di Ilaria non avendo un sistema di sicurezza informatica basato sul machine learning, non si è accorta della violazione e l’intera infrastruttura si è bloccata. I pc e i loro software sono stati compromessi mentre i dati sono stati criptati e trafugati. Il danno che ha subito l’azienda di Ilaria è stato drammatico e anche lei non aveva alcuna colpa.

Ecco perché l’importanza della cybersecurity non è da sottovalutare o da rimandare.

Dobbiamo cogliere al volo il processo di digitalizzazione in atto; sono disponibili gli strumenti e la tecnologia che ci consente di proteggere le imprese dagli attacchi dannosi.

Affidarsi agli esperti è il primo passo verso lo sviluppo di una strategia solida. Trasferire i dati in cloud è una delle prime operazioni da compiere, ma non garantisce di non subire attacchi malevoli. Tenere i dati fuori dal perimetro del dominio aziendale ed eseguire aggiornamenti di backup programmati, rappresenta una soluzione più efficace. Le altre operazioni riguardano la sicurezza di rete, sicurezza operativa, delle applicazioni, delle informazioni, disaster recovery, business continuity. Inoltre, è anche importante formare il personale, renderlo più consapevole e informate è fondamentale. GlobalNet è un esperto in sicurezza informatica ed è a disposizione delle imprese che intendono intraprendere il cammino di digitalizzazione e mettere in sicurezza la propria azienda, attraverso tecnologie all’avanguardia, come Fortinet, per la massima sicurezza dell’intera infrastruttura IT.

Per saperne di più su rischi e soluzioni concrete nelle tue telecomunicazione, contatta GlobalNet. Prima che sia troppo tardi!