Come proteggere la propria azienda
La Posta Elettronica Certificata è uno strumento indispensabile per aziende, professionisti e Pubbliche amministrazioni. Proprio la fiducia associata alla PEC, però, la rende un canale interessante anche per i cybercriminali.
Ricevere un messaggio tramite PEC non significa automaticamente che il suo contenuto sia autentico o sicuro. La PEC certifica la trasmissione, ma non garantisce di per sé l’identità del mittente.
Secondo il CERT-AgID, nei primi mesi del 2026 sono stati gestiti oltre 650 eventi relativi a caselle PEC compromesse o impiegate per attività illecite.
Come riconoscere una PEC sospetta
Anche un indirizzo formalmente corretto può appartenere a una casella compromessa. Le comunicazioni fraudolente cercano spesso di apparire urgenti e autorevoli, simulando messaggi provenienti da enti pubblici, banche, studi legali, clienti o fornitori.
Tra i principali segnali di allarme troviamo:
- richieste urgenti o minacciose, come pagamenti immediati, sospensioni o procedimenti in corso;
- indirizzi del mittente insoliti o leggermente diversi da quelli ufficiali;
- collegamenti verso domini sconosciuti o molto simili a quelli autentici;
- allegati inattesi, compressi o in formati poco comuni;
- richieste di password, credenziali SPID, codici temporanei o dati bancari;
- comunicazioni improvvise relative alla modifica di un IBAN.
Come difendersi
In presenza di una richiesta insolita, soprattutto se riguarda pagamenti, credenziali o documenti riservati, è opportuno contattare il presunto mittente attraverso un canale indipendente, utilizzando recapiti già conosciuti o pubblicati sul suo sito ufficiale.
In caso di dubbio:
- non aprire link o allegati e non rispondere al messaggio;
- rivolgersi al referente informatico;
- utilizzare password robuste e diverse per ogni servizio;
- attivare l’autenticazione a più fattori;
- mantenere aggiornati dispositivi, antivirus e programmi di posta.
Cosa fare se si è caduti nella trappola
Se sono state inserite delle credenziali, bisogna cambiare subito la password dal sito ufficiale, modificare quelle riutilizzate su altri account e attivare l’autenticazione a più fattori.
Se è stato aperto un allegato sospetto, è consigliabile scollegare il dispositivo dalla rete aziendale e contattare immediatamente l’assistenza informatica.
In caso di pagamento, occorre avvisare subito la banca per tentare di bloccare l’operazione, conservare messaggi, ricevute e schermate e rivolgersi alla Polizia Postale o alle autorità competenti.
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