Cybersecurity & Safety

Le imprese sono da sempre al centro delle attenzioni del crimine, e i cybercriminali conoscono bene il loro valore. Per questo, le minacce informatiche stanno diventando sempre più frequenti. I rischi e le conseguenze che ne conseguono possono impattare su più fronti, alcuni dei quali inattesi: dalla salute e sicurezza dei dipendenti all’interruzione delle attività aziendali e dei processi di supply chain, fino a ripercussioni sull’ambiente. L’obiettivo comune della cybersecurity e della safety consiste nell’aiutare le industrie a gestire il rischio “cyber” e tutelare la “safety” dei dipendenti, evitare il furto di informazioni riservate, danni economici e problemi di immagine.

Il legame tra security e safety deve essere essenziale e solido per garantire e proteggere il corretto funzionamento dei sistemi industriali diminuendone il rischio di attacco.

Alcuni sistemi industriali molto costosi, pensati per durare molti anni, hanno vulnerabilità  che possono venir fuori nel tempo, generando rischi imprevisti. La cybersecurity adotta il metodo della riparazione e blocco immediato delle vulnerabilità, mentre la safety adotta il metodo di verifica, analisi e programmazione anticipata. La safety difende gli impianti dai guasti accidentali e la cybersecurity difende i processi produttivi dalle azioni degli hacker. Dal punto di vista normativo, la safety è più nota, completa e robusta, mentre la cybersecurity, una disciplina ancora giovane, è ancora in fase di assestamento dal punto di vista normativo e quindi non sempre obbligatoria, per cui la loro attuazione dipende soprattutto dalle aziende a dalla loro percezione di rischio.

La costante evoluzione e l’introduzione di nuove tecnologie come il cloud e i dispositivi mobili,  da un lato velocizzano il lavoro e lo rendono più agile ma, allo stesso tempo, la sicurezza informatica necessita di nuovi strumenti tecnologici che proteggano i processi e i sistemi industriali, e metodologie di controlli sempre più avanzati. I processi produttivi industriali digitalizzati attraggono specifici vettori criminali di attacco, che sono in aumento notevole, con la minaccia di blocco, alterazione e spesso con danni ingenti.

Le aziende dovrebbero studiare un piano organizzativo che unisca cybersecurity e safety, utilizzando i loro punti di forza, per una corretta gestione e protezione dei sistemi industriali e per rendere l’azienda come una roccaforte. È importante agire subito, perché gli attacchi informatici ai sistemi industriali aumenteranno in modo esponenziale e causeranno enormi danni, anche fisici alle persone. Gli impatti finanziari sono già alti e i CEO delle aziende ne rispondono direttamente dal punto di vista legale.

Per la cybersecurity, non è sufficiente installare un firewall: occorre lavorare anche sulle persone, sulle policy e sulla tecnologia. Questo è uno schema generale di attività da predisporre:

Adozione di un Defense Depth Model, una difesa in profondità, a più livelli, che permette di ottenere una maggiore resistenza e maggiori probabilità di successo se una o più delle misure difensive fallisce.

  • policy e procedure idonee
  • accessi sicuri tramite VPN
  • firewalls
  • zone demilitarizzate (DMZ)
  • account management
  • role-based access control
  • change management
  • Virus scanner

Adozione di Detection Depth Solutions, soluzioni di profondità di rilevamento, che permettono di rilevare eventi e attività anomale, segnalandole per tempo tramite allarmi. Fra le anomalie rilevabili, ci sono:

  • protocolli inusuali
  • traffico anomalo per tipologia, volume o perché diretto verso indirizzi IP o MAC inusuali
  • nuovi apparati o apparati mancanti
  • aggiornamenti mancanti

Implementare la cybersecurity verso standard più elevati richiede certamente risorse, ma sono a fronte di una minaccia concreta di attacco cibernetico decisamente più costoso, sia in termini economici, sia in termini legali, oltre a danni produttivi che potrebbero rivelarsi persino esiziali per l’azienda o pericolosi per la stessa incolumità del personale.

Pensateci bene. Chiedete a GlobalNet.

Il Ministero dello Sviluppo Economico promuove la “Digital Transformation”

Il Piano Nazionale Impresa 4.0 contiene anche il decreto crescita che sponsorizza la “Digital Transformation”, per sostenere le imprese italiane che vogliono avviare progetti di digitalizzazione e trasformazione tecnologica dei processi produttivi della filiera di manifatture, commercio, turismo e beni culturali.

Sono ancora disponibili 50 milioni! Le domande presentate sono già circa 400mila, per cui fatevi avanti perché potete ancora accedere e digitalizzare la vostra azienda!

Lo sportello, attivo dal 15 dicembre 2020,  è tutt’ora aperto per la presentazione delle domande. La spesa deve essere compresa fra 50.000 e 500.000 euro e il progetto di digitalizzazione deve essere ultimato entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni.

I progetti ammessi alle agevolazioni di trasformazione tecnologica e digitale riguardano:

  1. tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale Impresa 4.0. (advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics)
  2. tecnologie relative a soluzioni digitali di filiera, finalizzate a:
    1) ottimizzare la gestione della catena di distribuzione e delle relazioni con i diversi attori;
    2) acquisto software;
    3) piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;

4) altre tecnologie, come sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange-EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

Per entrambe le tipologie di progetto, le agevolazioni sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50%, articolate come segue:

-10% sotto forma di contributo

-40% come finanziamento agevolato

Per presentare la domanda vai sul sito di Invitalia

GlobalNet è a disposizione per tutte le tue necessità di trasformazione digitale della tua azienda: dalla connettività ai centralini in cloud, fino alla sicurezza informatica, affidati ai nostri esperti per un progetto che cambierà la vostra azienda.

NPNT: il Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0

E riguarda anche la digitalizzazione della tua impresa!

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha deliberato il nuovo investimento che riguarda le imprese per i prossimi tre anni.  All’interno del recovery found troviamo l’NPNT, il Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0, che punta soprattutto sugli incentivi e sulle misure di potenziamento delle aliquote di detrazione.

Per digitalizzazione d’impresa s’intende l’acquisto di software, hardware e servizi che consentono di migliorare l’efficienza produttiva e amministrativa, modernizzare l’organizzazione del lavoro attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici, consentire una maggiore flessibilità e sviluppare soluzioni di e-commerce, soprattutto utilizzando la connettività a banda larga e ultralarga o con connessione attraverso la tecnologia satellitare. Inoltre, viene incentivata la formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Si tratta di un piano complessivo che porterà le imprese che aderiscono, ad una riduzione dei costi, ad una ottimizzazione del tempi di lavoro, una capacità concorrenziale anche su scala globale, che porterà ad un aumento del fatturato e migliorerà gli indici di crescita del paese.

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Anche il nuovo PNRR incentiva le aziende ad investire in innovazione tecnologica. Gli incentivi previsti in totale sono circa 18,45 miliardi di euro di cui gran parte provengono dai fondi europei della NextGeneration Ue mentre 4,48 miliardi di euro provengono da risorse dello Stato. In particolare, sono state messe a disposizione varie tipologie di crediti d’imposta

Le aziende che intendono utilizzare gli incentivi, possono usufruire di un credito d’imposta per beni 4.0 (ex iperammortamento) nella misura del:

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% per investimenti tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro. Oltre i 10 milioni non sono previste misure

Per quanto riguarda i beni strumentali (ex superammortamento), il credito d’imposta è il:

  • 6% per investimenti fino a 2 milioni di euro

Per i beni immateriali, in particolare i software, il credito d’imposta è al 15% per investimenti fino a 500.000 euro.  Teniamo bene a mente che rientra nei beni utili per lo smart working!

Sono stati previsti dei crediti d’imposta anche per altre categorie:

  • 12% fino a 3 milioni di euro di investimento per Ricerca e sviluppo
  • 10% con investimenti fino un milione e mezzo di euro per progetti green e trasformazione digitale
  • 6% per investimenti fino a un milione e mezzo di euro in design

Voucher digitalizzazione:

È un bonus a fondo perduto dove si finanzia fino al 50% delle spese totali che, a seconda del caso, possono raggiungere i 10.000 euro sotto forma di voucher per l’aggiornamento tecnologico. Può essere utilizzato per:

  • Acquisto di hardware per rinnovare l’azienda a livello tecnologico
  • Acquisto di software tra cui sistemi di gestione e sistemi operativi
  • Spese di formazione per il personale
  • Acquisto di sistemi per la gestione di e-commerce
  • Sostenere l’adeguamento tecnologico

Voucher innovation manager

Si tratta di un contributo a fondo perduto per la consulenza specialistica di un innovation manager a un’impresa. Il contributo è erogato per l’acquisto di servizi di consulenza per finanziare processi di innovazione e trasformazione digitale delle imprese.

Sabatini ter – Nuova Sabatini

Nel caso in cui gli ammortamenti siano strumenti automatici che intervengono in fase di bilancio, la Sabatini ter o Nuova Sabatini è un’agevolazione che entra in gioco nella fase di accesso al credito “per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.”

Si tratta quindi di un’opportunità unica e, non raccoglierla significa rischiare di restare indietro rispetto alla concorrenza. È però un territorio pieni di variabili, di differenti direzioni possibili, di grandissima innovazione e serve una guida esperta per il processo di transizione. Se hai bisogno di chiarimenti o di consigli su come intraprendere la strada della digitalizzazione siamo a disposizione. 

GlobalNet saprà consigliarti al meglio.

La Mafia in rete

Digitale ma reale; e minacciosa come quella classica

Ryuk, Netwalker e Maze sono le nuove famiglie mafiose digitali e si comportano esattamente come le mafie tradizionali, reclamando il pizzo a chi lavora! Sono delinquenti di nuova generazione, che tutti noi conosciamo come “hacker”, che attaccano soprattutto le aziende sottraendo i dati sensibili. Il loro scopo è quello di chiedere un riscatto in Bitcoin o criptomonete Monero, preferita perché meno tracciabili.

Sono così sfacciati che ci tengono alla loro reputazione criminale con un ranking, una “graduatoria di merito”  a cui corrisponde un listino prezzi legato alle minacce da attuare se non sono pagati dei riscatti: blocco, pubblicazione o vendita dei dati. Alle aziende vittime, Maze chiede 420mila dollari, Ryuk 282mila, Netwalker si accontenta di 176mila. Sul sito  dei “FBI Most Wanted” è possibile vedere alcuni dei cybercriminali identificati.

Ma in che modo avvengono gli attacchi cibernetici?

Spesso, gli attacchi sono lanciati prima di un giorno festivo (venerdì o sabato), i server sono bucati e i sistemi informativi sono bloccati in modo tale da poter prelevare dati, contratti, accordi e informazioni riservate. Il lunedì mattina, sui computer aziendali compare un messaggio dove si intima di pagare entro un certo numero di ore; in caso contrario, i dati saranno pubblicati o non saranno più recuperabili. Parte il countdown, l’azienda è paralizzata, il ciclo industriale e commerciale non può essere svolto come di consuetudine. I danni sono enormi perché l’azienda non può rimanere improduttiva, ma non può fare altro. In genere, viene richiesto un acquisto sulla piattaforma di vendita di bitcoin e si deve versare la cifra in un “portafoglio elettronico” all’indirizzo dell’hacker; a questo punto, i bitcoin sono spartiti in più portafogli e scompaiono nei paradisi fiscali, paesi dove le leggi non permettono di indagare e risalire al colpevole.

I rischi e gli effetti che provengono dagli attacchi informatici sono sottovalutati in Italia ed è proprio per questo che il paese è molto vulnerabile rispetto ad altri.  Nella classifica delle nazioni europee, l’Italia è al 14° posto come grado di esposizione e l’impatto sull’economia è molto serio. Il cybercrimine sta crescendo a dismisura e fa leva su due aspetti: il fatto che gli hacker siano praticamente invisibili, difficilmente rintracciabili, e il fatto che chi subisce l’attacco tende a non denunciare e paga il riscatto per paura di perdere dati e ricevere danni alla reputazione aziendale.

Nel 2020, gli attacchi nei confronti delle grandi aziende con richiesta di riscatto sono aumentati del 47% e prendono il nome di Caccia Grossa, o “Big game hunting”. Piaggio, Bonfiglioli di Bologna, Tiscali, Nova Biomedical, sono solo alcune delle imprese che hanno subito attacchi cibernetici.

I danni sono ancora più vasti di quelli appena indicati, e non si sa come comportarsi: si tratta con l’estorsore e si paga il riscatto?  E se sia paga e i dati non mi sono restituiti? E se sono resi pubblici? Il consiglio è comunque di denunciare immediatamente alla Polizia Postale e alle autorità giudiziarie, per immobilizzare dati, accessi informatici e flussi finanziari. Il fattore velocità è fondamentale.

Quando viene denunciato il reato, la Polizia Postale indaga in due direzioni: eseguono accertamenti informatici e, allo stesso tempo, pedinano gli spostamenti delle criptovalute, le fasi di trattativa e i pagamenti. Se si aspetta di denunciare in seguito, è più facile che facciano perdere le proprie tracce e la possibilità di stanare i cybercriminali si azzera.

La criminalità informatica transnazionale è in continua evoluzione e non sono ancora pronti strumenti legislativi che permettano di contrastare a fondo queste attività.

Per questo, diventa fondamentale agire preventivamente. Molte aziende percepiscono ancora l’investimento in cybersicurezza solo come un costo, ma si tratta piuttosto di un’assicurazione contro conseguenze economiche ben più rilevanti.

Riassumendo: le aziende sotto attacco dovrebbero rivolgersi immediatamente alle autorità competenti ma, per una protezione davvero efficace, dovrebbero utilizzare sistemi di sicurezza informatica disposti da personale competente. GlobalNet, specializzata in sicurezza informatica, utilizza solo strumenti della massima efficacia, leader mondiale in materia di sicurezza, come Fortinet, che ha vinto il premio ”Commercial Marketplace Partner of the Year 2020 ” di Microsoft per l’eccellenza nell’innovazione e nell’implementazione di soluzioni per i clienti. Per la vostra massima sicurezza, noi scegliamo solo il meglio: non trascurate il valore dei vostri dati.

5,5 milioni di euro per le imprese artigiane dell’Emilia Romagna

Sono in arrivo i fondi per la transizione al digitale 

Anche in Emilia Romagna sono stati approntati i nuovi bandi che incentivano la transizione digitale. Nella regione, le imprese artigiane sono circa 125.000 e la giunta regionale ha approvato un fondo che promuove la digitalizzazione dei processi produttivi. I progetti dovranno avere un budget minimo di 30.000 € e dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2021. Il contributo è a fondo perduto per il 40% della spesa ammessa, per una quota compresa fra 12.000 a 40.000 €. Per le imprese femminili, giovanili e in zone montane, c’è un ulteriore 5% in più, quindi fino al 45%. Si potranno effettuare spese per beni strumentali, software e relative licenze d’uso, per realizzare progetti tecnologici e digitali. 

L’obiettivo è di far aumentare la digitalizzazione delle piccole imprese, accrescere la competitività dell’azienda e della filiera manifatturiera, crescere nelle dimensioni e aumentare posti di lavoro.  

Le domande dovranno essere presentate sul portale Sfinge 2020 con registrazione precedentemente fatta sulla pagina di FedERa. Tenete a portata di mano lo SPID. 

Da giovedì 8 aprile, potranno essere compilati i documenti del bando mentre, dal 13 al 20 aprile, potrà essere presentata la domanda di contributo

Interventi ammissibili nel dettaglio: 

  • introduzione o miglioria di una delle 9 tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 (Internet delle cose, Big data analytics, Integrazione orizzontale e verticale dei sistemi, Simulazioni virtuali, Robotica, Cloud computing, Realtà aumentata, Stampanti 3d, Cybersecurity); 
  • adattamento e connettività degli impianti, attrezzature e sistemi esistenti ad almeno una delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0; adozione di altre soluzioni digitali per ottimizzare le funzioni delle piattaforme e le applicazioni digitali per la gestione progettazione, esecuzione, logistica e manutenzione. 

Digitalizzare la propria azienda non è quindi così complicato e, con i contributi a fondo perduto, sempre più convenienti. Per approfittare dei bandi in corso, affidatevi agli esperti di GlobalNet, che realizzeranno progetti studiati appositamente per voi, perché ogni azienda è diversa, con esigenze e problematiche differenti da risolvere. 

Un’assicurazione contro il Phishing

La pandemia mondiale ha costretto tanti lavoratori a sportarsi dalle loro scrivanie alle mura domestiche.  Nel 2020, lo smart working è entrato a far parte della nostra quotidianità ed è destinato a diventare normalità. Questo comporta vantaggi e svantaggi: tutti ci siamo resi conto che lavorare da casa ha aumentato produttività ed efficienza ma, allo stesso, tempo sono incrementati gli attacchi informatici perché i singoli portatili o i terminali domestici hanno spesso protezioni digitali assenti o poco strutturate rispetto ai terminali aziendali.

Ransomware e Malware sono la tipologia di virus che più spaventano ma non dobbiamo sottovalutare i Phishing, che rappresentano il tipo di attacco informatico più diffuso. Consiste nell’invio di email fraudolente camuffate da email provenienti da fonti attendibili, ad esempio come se fossero inviate da un collega. Basta una sola email di phishing aperta e parte subito l’effetto domino verso l’azienda, dove può sottrarre dati sensibili e arrecare danni talvolta irreparabili.

Vi racconto la storia di due amiche e colleghe che si sono ritrovate al centro di phishing.

Aprile 2020, il mondo si è fermato; Ilaria e Maria, assicuratrici e dipendenti di due compagnie differenti, si sono ritrovate a lavorare da casa. Un pomeriggio Ilaria chiede aiuto a Maria per un preventivo. La sua compagnia non riesce a fare un buon prezzo a un cliente decennale, così decide di chiedere aiuto all’amica e collega Maria e le passa il cliente con la speranza che la sua compagnia riesca a proporre una soluzione migliore.

Tra uno scambio di email e l’altro, Maria riceve una email di phishing dall’indirizzo di Ilaria. Maria apre il file ma all’interno si è annidato un ransomware con un virus “zero day”, ovvero talmente recente che i sistemi antivirus non sono stati ancora aggiornati. È così che i dati presenti sul disco vengono cifrati e, nonostante il VPN, il ransomware raggiunge i server dell’azienda.

Maria non ha colpe; ha ricevuto una email da una collega e amica che riguardava il preventivo di un cliente. L’antivirus non ha riconosciuto il ransomware e, di conseguenza, non l’ha bloccato, scatenando il così l’effetto domino. Fortunatamente, il team per la sicurezza dell’azienda è riuscito a risalire all’email trappola di Ilaria, che aveva creato una regola di “auto-forwarding” di tutti i messaggi verso un indirizzo email esterno gestito da hacker. Per settimane, i cybercriminali avevano studiato in ogni minimo dettaglio come effettuare l’attacco informatico. Erano riusciti ad accedere all’organigramma dell’azienda, la composizione del team e al piano di lavoro dell’azienda.

L’azienda di Maria, tuttavia, possiede un sistema antivirus potente. I server di backup sono rimasti fuori dal perimetro del dominio di rete e di conseguenza non sono stati violati. Il riscatto da pagare richiesto dal ransomware sarebbe stato di 100.000 euro ma, grazie ad un sistema di sicurezza solido ed efficace, il colpo non è andato a segno.

Ilaria, purtroppo, è stata meno fortunata. Con la stessa modalità di phishing adottate per Maria, è stata vittima dell’attacco dello “zero day” virus. Un malware si è annidato sul suo computer e, pian piano, i cybercriminali sono riusciti ad avere accesso totale al controllo del dominio dell’azienda attraverso la tecnica di “Password Stealing”, che consiste nella richiesta di inserimento della password all’utente, che viene quindi intercettate dagli hacker. Una volta in possesso delle password, il malware ha provveduto alla disinstallazione degli antivirus su tutti gli utenti connessi. Utilizzando poi un ransomware, ha cifrato tutti i server e i computer presenti sulla rete. L’azienda di Ilaria non avendo un sistema di sicurezza informatica basato sul machine learning, non si è accorta della violazione e l’intera infrastruttura si è bloccata. I pc e i loro software sono stati compromessi mentre i dati sono stati criptati e trafugati. Il danno che ha subito l’azienda di Ilaria è stato drammatico e anche lei non aveva alcuna colpa.

Ecco perché l’importanza della cybersecurity non è da sottovalutare o da rimandare.

Dobbiamo cogliere al volo il processo di digitalizzazione in atto; sono disponibili gli strumenti e la tecnologia che ci consente di proteggere le imprese dagli attacchi dannosi.

Affidarsi agli esperti è il primo passo verso lo sviluppo di una strategia solida. Trasferire i dati in cloud è una delle prime operazioni da compiere, ma non garantisce di non subire attacchi malevoli. Tenere i dati fuori dal perimetro del dominio aziendale ed eseguire aggiornamenti di backup programmati, rappresenta una soluzione più efficace. Le altre operazioni riguardano la sicurezza di rete, sicurezza operativa, delle applicazioni, delle informazioni, disaster recovery, business continuity. Inoltre, è anche importante formare il personale, renderlo più consapevole e informate è fondamentale. GlobalNet è un esperto in sicurezza informatica ed è a disposizione delle imprese che intendono intraprendere il cammino di digitalizzazione e mettere in sicurezza la propria azienda, attraverso tecnologie all’avanguardia, come Fortinet, per la massima sicurezza dell’intera infrastruttura IT.

Per saperne di più su rischi e soluzioni concrete nelle tue telecomunicazione, contatta GlobalNet. Prima che sia troppo tardi!

Tutti i vantaggi della Digital Compliance

La nostra vita quotidiana e anche quella imprenditoriale, è stata rivoluzionata nel corso degli anni dalle innovazioni tecnologiche. In Italia continuiamo ad avere un atteggiamento di avversione verso il cambiamento in generale ma, soprattutto, nei confronti delle nuove tecnologie digitali. Perché gli imprenditori italiani vanno incontro al cambiamento, o alla novità, solo nei momenti di difficoltà oppure solo quando non c’è alternativa?

In alcuni settori, come quello delle telecomunicazioni, dove i cambiamenti sono incredibili, forse sarebbe utile affidarsi ad esperti, come noi di GlobalNet, per lasciarsi guidare nella scelta del percorso più adatto nel raggiungere una digitalizzazione attuale attraverso l’utilizzo intelligente degli strumenti tecnologici.

Ad esempi, se un’azienda si trova in una zona in cui è stata portata la fibra ottica, dovrebbe approfittarne e fare subito un “upgrade”; in pratica, non è nient’altro che il passaggio dalla connessione attuale (probabilmente più lenta o meno performante) alla fibra ottica, che offre prestazioni senz’altro migliori. Perché non approfittare del cambiamento per avere tutto il pacchetto del centralino digitale in grado di sfruttare a fondo tutte le opportunità della nuova linea? Un software come Digikoll, interamente progettato da GlobalNet, viene installato e utilizzato con la stessa semplicità di una App. Gestire le chiamate e smistarle non è mai stato così facile e veloce. Utilizzando il pc, i telefoni –cordless o con filo, magari con le cuffie – o il cellulare, mantenendo il numero fisso aziendale, si consente di poter lavorare in qualsiasi luogo, anche da casa. Non meno importante è la scalabilità. Cosa vuol dire? Se l’azienda è in espansione, c’è la possibilità di aumentare i telefoni a noleggio e gli interni; se, al contrario,  per un certo periodo si è costretti a ridimensionare l’organico, è possibile diminuire telefoni, Digikoll si adatta senza problemi. Inoltre, i dati non sono più fisicamente in azienda ma al sicuro in un Data Center protetto.

Tutto questo cosa significa? Vuol dire rendere l’attività aziendale più efficiente, efficace, sicura; significa dare spazio ad una formazione costantemente aggiornata delle competenze, dei servizi, dei prodotti digitali. Anche questo vuol dire creare valore aggiunto aziendale.

I nostri clienti hanno scoperto tutti i vantaggi del cambiamento digitale e come GlobalNet li segua costantemente e li sappia consigliare. Non si sono lasciati intimorire da ipotetiche complicazioni digitali solo “mentali”. GlobalNet ha una soluzione su misura per ogni cliente, con corretto dimensionamento di sistemi di networking che portano un reale risparmio sia in termini di tempo, sia economici. E questo è un fatto che deriva dalla corretta applicazione di tutte le potenzialità della nuove tecnologie: la Digital Compliance.

Chiedeteci consiglio!